i Colori della Sicilia arte & arte e architettura Architettura militare - torri e castelli in Sicilia sulla costa tirrenica Sabato 31 Luglio 2010
Architettura militare - torri e castelli in Sicilia sulla costa tirrenica
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arte, architettura, storia e cultura - arte, architettura
Scritto da i colori della sicilia   

cartinaLa Sicilia è un'isola che è stata sotto costante assedio da parte di popoli diversi e di culture diverse, per la sua posizione al centro del Mediterraneo.
L'esistenza dell'immenso patrimonio castellano su tutto il territorio isolano, costituito da un numero elevato di castelli, sia dentro che in prossimità di centri urbani, da un sistema continuo lungo la costa di torri di avvistamento e da qualche resto di cinta muraria, ne è la conferma.


L'architettura militare o di difesa, come specifica il nome stesso, nasce dall'esigenza di organizzare un sistema difensivo a seguito delle incursioni arabe e piratesche. Oltre alla difesa dagli attacchi esterni era importante per il controllo del territorio conquistato.
Lo sviluppo di questa architettura, in un primo momento, consiste nella miglioria dei primitivi sistemi difensivi contro le scorrerie saracene e, via via, va sempre più perfezionandosi. Con l'introduzione del sistema feudale, vengono edificate vere e proprie residenze fortificate a favore dei padroni.

Dal punto di vista architettonico il castello è quell'edificio in cui prevalgono le attività funzionali ma, allo stesso tempo, doveva garantire l'ospitalità al re o signore feudale, alla sua famiglia, alla sua corte e, quando era il caso, anche alla guarnigione. Spesso è presente una cappella per le necessità religiose.
I palazzi-fortezza e le chiese ad essi annessi mettono in evidenza come queste costruzioni rappresentano un segno forte per la comunità presso cui venivano edificati.
 
Rappresentavano un potere superiore sul territorio ed erano anche elemento di identificazione del luogo.

Il castello siciliano, inteso come tipo di edificio, ha inizio con la conquista normanna. La scelta del sito era fondamentale in quanto bisognava controllare i luoghi di transito. La natura del territorio messinese, caratterizzato da fiumare che lo attraversano a pettine determinando profonde gole e favorendo lo sviluppo dei centri urbani lungo la costa e sulle creste delle montagne, ne fa luogo ideale di castelli e punti di avvistamento.

La scelta di un sito elevato, insieme alla costruzione di torri, era per garantire un controllo visivo del territorio più ampio possibile, sia per dominarlo che per difenderlo.
A partire dal Medioevo, le unità minime, dal punto di vista difensivo, erano le torri di avviso. Sulle loro piattaforme venivano fatti segnali acustici o visivi alle altri torri. Avvistato il nemico le segnalazioni venivano fatte attraverso i 'fani' (dal greco, fumi e fuochi), lo sparo di armi da fuoco, sventolio di bandiere o al suono della 'brogna' (buccina, antico strumento simile ad un corno). Non tutte le torri costruite erano sufficienti o necessarie.

 

Nel 1583, vicerè in Sicilia Marco Antonio Colonna, vengono emanate delle istruzioni sull'operazione di ricognizione generale e descrizione dello stato di fatto del sistema difensivo delle torri. L'incarico venne affidato all'Architetto regio Camillo Camilliani che procedette anche all'installazione di piccoli pezzi di artiglieria, soprattutto per le segnalazioni acustiche. L'opera di Camilliani servirà a portare a maturazione idee e progetti per il perfezionamento della difesa costiera siciliana, sulla base di un lavoro effettuato precedentemente. Infatti, il vicerè, disponeva già di una ricognizione delle capacità di difesa in Sicilia, perchè nel 1578, Tiburio Spannocchi, aveva visitato le marine dell'Isola, segnando tutte le fortificazioni trovate lungo la costa e quelle che avevano bisogno di essere rafforzate.

Nel 1583 la Deputazione, dopo la ricognizione dello Spannocchi e le sollecitazioni del vicerè, sentì il bisogno di una nuova ricognizione delle strutture difensive dell'Isola. Molte torri di deputazione vennero costruite nel periodo che va fino al primo trentennio del '600 sull'idea progettuale di Camilliani, tra cui Passo del Lauro, Pilaino (non da tutti segnalata come torre di deputazione), Marina di Patti ed altre.
Le altre torri, dette di 'particolari', appartenevano a città e terre, alcune di esse erano inserite nel sistema di avviso ed erano comunque vigilate dalla deputazione. Tra queste torri risultano, in un elenco del 1782, Caronia (duca di Terranova), Acquedolci (principe di Palagonia), Sant'Agata (principe di Militello), Torrenova (principe conte di San Marco), Capo d'Orlando (conte di Naso), castello di Brolo (marchese di Lungarini).
 
Il sistema delle torri cessò la sua funzione di avvistamento e difesa nella prima metà del XX secolo, con la conquista francese di Algeri, eliminando così il pericolo barbaresco. Persa la loro ragion d'essere vengono adibiti a ricovero di attrezzi e bestiame o anche ad abitazione.

Attorno a questi manufatti si è andata sviluppando la fantasia popolare, si narra infatti di apparizioni miracolose presso la Torre di Capo d'Orlando, di amori infelici come quello della bella castellana di Brolo e del guardiano della Torre delle Ciavole. Altre leggende sono legate alla storia del castello di Sant'Agata Militello e di altri ancora. Non staremo qui ad elencarle tutte in quanto si tratta di leggende e non di storia.

 

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