| La "Palazzina Cinese" a Palermo |
| arte, architettura, storia e cultura - arte, architettura |
| Scritto da i colori della sicilia |
|
I Siciliani la aspettavano da tempo ( lo dimostrano le lunghe file all’ ingresso) e, finalmente, ora è realtà, mi riferisco alla riapertura della Palazzina Cinese a Palermo. La Casina che apparteneva al barone Benedetto Lombardo della Scala, sita all’interno del Parco della Favorita, fu scelta dal re Ferdinando IV di Borbone e dalla moglie Maria Carolina i quali, in fuga da Napoli, cercavano una dimora con annessa riserva di caccia, che ricordasse quella che avevano dovuto lasciare a Napoli. Venne dato all’ architetto Venanzio Marvuglia l’ incarico di restaurare la “casina” introducendo quegli elementi delle “cineserie” che già erano in voga a Napoli. Sarà, poi, il figlio Alessandro Emanuele a continuare l’opera. Inoltre, durante il suo soggiorno a Palermo, Ferdinando IV fece completare l’ interno con decorazioni fatte dai più famosi pittori e decoratori del tempo, così la Palazzina mantenne lo stile neo turco e pompeano arricchito da figurazioni orientali. Oggi la Palazzina cinese è tornata a splendere dopo anni di restauri ed anche i Padiglioni dei Cacciatori che si trovano all’inizio del viale che porta ai giardini reali, sono stati oggetto di interventi. I visitatori all’ interno della Palazzina possono vedere gli arredi originali, restaurati, che il Lombardo cedette insieme alla casina ai Borboni i quali li mantennero. Sono, altresì, stati restaurati 85 mobili completi di marmi, tessuti, specchiere, realizzati da artigiani napoletani e palermitani e che sono stati ricollocati e fanno bella mostra di sé nelle stesse stanze di appartenenza. Sono stati resi funzionanti anche i lampadari in legno e seta dipinta, in alabastro e oro, in cristallo e oro. Gli arredi ricollocati nelle stanze del re, nella Galleria, nella Sala da gioco e nella stanza da pranzo sono in legno intagliato, scolpito, dorato, dipinto e si accordano perfettamente con le decorazioni delle pareti. Si può di nuovo ammirare il letto del re che ha la testiera e la pediera in legno dipinto nei colori del rosso e dell’ oro. Anche gli arredi posti nel Quartino superiore delle Dame e nell’appartamento della Regina sono in legno intagliato, dipinto e dorato ma di stile neo classico, alle pareti e nelle volte i dipinti ricordano elementi dell’ arte greco romana. Di grande pregio il Guerdon con sfingi dorate e con un ripiano decorato da una miniatura su carta di raffinata fattura. Gli sgabelli, le sedie e i sofà della fine del XIX sec, restaurati sono tornati all’ antico splendore. Percorrendo le sale della casina, nel seminterrato si può visitare la grande sala da ballo in stile Luigi XVI decorata dal Velasco, accanto la Sala delle Rovine così chiamata per un affresco nel tetto rappresentante, volutamente, una finta rovina , poi, la stanza da bagno del re con una grande vasca ovale incassata nel pavimento. Il piano rialzato comprende la zona di rappresentanza e l’ appartamento del re. Nella prima vi è il salone delle udienze dove il re riceveva i suoi sudditi, la sala da gioco in stile cinese con la volta riccamente decorata da Velasco con un intreccio di uccelli e figure cinesi. La sala da pranzo è veramente particolare, è dotata della geniale “tavola matematica” è provvista, cioè, di un congegno che consentiva il “saliscendi” dei piatti direttamente dalle cucine senza bisogno dei domestici. Si tratta di una tavola simile a quella che Luigi XV aveva fatto mettere nel Petit Trianon. Le scene dipinte nella sala da pranzo sono scene di vita quotidiana cinese. L’appartamento del re ha il pavimento in marmo e il soffitto decorato con pavoni e figure cinesi nell’ atto di rendere omaggio a dignitari del Celeste Impero seduti sotto grandi pagode. Al piano intermedio vi sono le stanze delle dame di corte e le stanze dei cavalieri separate da un gradino e attraverso un corridoio si arriva alle stanze della servitù. Tutto il piano è nello stile neoclassico. Al secondo piano c’è l’ appartamento della regina Maria Carolina con il “salottino alla turca” e la “saletta ercolana” nelle cui volte sono riportate le scoperte archeologiche relative alle città di Pompei ed Ercolano. Il “Gabinetto delle pietre dure” ha le pareti intarsiate. Nella camera da letto della regina, spiccano dei ritratti”a medaglione” dei membri della famiglia reale con aggiunta di frasi affettuose. Gli spazi del parco circostante presentano colonne, statue, vasche di marmo, grotte naturali dove riecheggia lo stile cinese. Una brochure curata dalla Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione la potete scaricare al seguente link . |


