i Colori della Sicilia caltanissetta Settimana Santa a Caltanissetta Sabato 31 Luglio 2010
Settimana Santa a Caltanissetta
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riti pasquali - caltanissetta
Scritto da i colori della sicilia   

Il mistero pasquale che si rievoca in tutti i centri, in Sicilia assume un particolare fascino per via delle numerose manifestazioni che si svolgono nei vari paesi dell’isola , che ripropongono antiche usanze e antiche tradizioni
A Caltanissetta la settimana santa è un continuo susseguirsi di riti e processioni rievocative che attirano nella cittadina numerosi turisti.
La Domenica delle Palme ,oltre alla vendita delle palme finemente intrecciate,si può assistere ai festeggiamenti in onore del ”Signore della barca”.

Al tramonto,infatti,su una barca ricoperta di fiori,decorata dai contadini,viene portato in processione “Il Nazareno”. Il corteo si snoda per le vie del centro storico fino ad arrivare alla chiesa di Sant’ Agata :qui la barca ,sganciata,è portata a spalla dai fedeli attraverso la scalinata che porta alla chiesa. Dopo la messa la processione continua,tra il suono della banda e lo sparo di mortaretti.
Il martedì santo si può assistere alla “Scinnenza”che,sempre al tramonto,rievoca attraverso la bravura di attori professionisti, i tristi momenti della Passione.

Il mercoledì santo entra in scena la Real Maestranza .della quale fanno parte le dieci corporazioni della città e precisamente” calzolai-pellettieri; tappezzieri; fabbri; panificatori; idraulici; barbieri; pittori-decoratori; muratori; falegnami-ebanisti; carpentieri-ferraioli;marmisti. Il re Ferdinando IV di Borbone nel 1806, colpito dall’imponenza di questa sfilata , le conferì il titolo di reale .In mattinata i rappresentanti delle dieci corporazioni della città, in rigoroso abito nero,accompagnano ,dalla sua abitazione fino al Municipio,il capitano il quale viene eletto ogni anno e al quale il Sindaco consegna le chiavi della città.


Il corteo si dirige ,poi, verso la biblioteca Scarabelli da dove ha inizio la processione penitenziale nella quale tutti i membri indossano calze, guanti e cravatta neri  mentre il capitano ,vestito con abiti settecenteschi,marsina e feluca con piuma nera e coccarda tricolore, con una frangia dorata alla cintura e con lo spadino, porta tra le braccia un crocifisso coperto da un velo nero.
Arrivati in Cattedrale il capitano che,simbolicamente, si era gravato delle colpe e dei peccati di tutti,viene perdonato e nell’annunciare a tutti la liberazione dal peccato, sostituisce guanti, calze e cravatta neri con altre bianche .Alla fine di questo rito di purificazione si riprende la processione
Sempre il mercoledì santo, in serata, ha luogo la sfilata delle “Varicedde”per le vie del centro storico. Trattasi di 19 gruppi sacri che risalgono ai primi del 900 e che raffigurano scene della passione di Cristo e stazioni della Via Crucis.

Tra queste vare vi è quella della Desolata distrutta in parte da un incendio. Sedici di queste varette sono miniature delle vare grandi che si porteranno in processione il giovedì santo.

Le “varicedde” sono:

La cena
L'orazione nell’orto
La Cattura
Il Sinedrio
La Flagellazione
Ecce Homo
La Condanna
La prima caduta
Gesù che incontra sua madre
Il Cireneo
La Veronica
Gesù  spogliato dalle vesti
Gesù inchiodato sulla croce
Il Calvario
La Deposizione
La Pietà
La Traslazione
La Sacra urna
La Desolata

Le Vari vere e proprie furono realizzate verso la fine dell’800 dagli scultori napoletani Biangardi e sono in gesso, legno e cartapesta. Ogni gruppo appartiene ad una corporazione che lo adorna e ne ha cura. La processione del giovedì santo ha inizio dopo le venti e si snoda per le vie del centro storico,in religioso silenzio ,accompagnata soltanto dal suono delle bande musicali una per ogni vara.La processione finisce a notte inoltrata e, quando ritorna nella piazza da dove è partita, avviene la “Spartenza” ossia le vare si allontanano e scompaiono tra le vie della città.
Il Venerdì santo è il giorno dedicato al “Cristo nero” e si assiste ad una processione molto suggestiva.  
E’ una delle statue più antiche ,il Cristo è stato il protettore di Caltanissetta fino al 1600 poi fu sostituito con San Michele in ringraziamento per la scampata peste.
Al tramonto la statua viene portata in processione a spalla e a piedi nudi dai cosiddetti “fogliamari” cioè i raccoglitori di verdure selvatiche. Il commovente silenzio è rotto soltanto dalle “ladate” struggenti lamentazioni in dialetto .
Il tripudio della festa dilaga la mattina di Pasqua, la real maestranza con guanti e cravatta bianca guidata dal capitano si dirige in corteo verso l’arcivescovado e insieme con il vescovo danno inizio all’ ultima processione che si conclude nella cattedrale con la benedizione finale e la riconsegna delle chiavi da parte del capitano nelle mani del sindaco della città.

 

 

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