| La Mattanza |
| feste e tradizioni - trapani |
| Scritto da i colori della sicilia |
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L’ attività più importante di Favignana, per lungo tempo, fu la pesca del tonno. Fu proprio la famiglia Florio, proprietaria della tonnara, ad incrementare la pesca e la successiva lavorazione del tonno. Di questo pesce prezioso non si butta via niente, si utilizza ogni parte e, nello stabilimento Florio, si ricavava la bottarga, il musciame, la ficazza che è il salame di tonno.
I tonni venivano catturati durante il loro passaggio, provenivano, infatti, dalle fredde acque dell’Atlantico ed erano diretti verso le acque calde del Mediterraneo. Quando i banchi di tonni arrivavano in Sicilia, i tonnaroti erano pronti, con il loro diabolico sistema di pesca, a catturarli. La mattanza, infatti, si fa con una rete che ha una sola entrata e una sola uscita che però porta in un’ altra rete. I pescatori accerchiano i tonni con le loro barche, li imprigionano e li spingono nella rete chiamata ”camera della morte” qui li arpionano. A dirigere la mattanza è il capo rais. Una volta la mattanza era considerato uno spettacolo per i turisti che numerosi assistevano alla cerimonia più caratteristica dell’ isola di Favignana. Oggi si risente della concorrenza dei giapponesi che praticano la pesca d’ alto mare a livello industriale. |


