| Buscemi paese museo |
| paese museo - siracusa |
| Scritto da i colori della sicilia |
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Buscemi è un piccolo paese dall’ architettura barocca in provincia di Siracusa, situato tra i monti Iblei da dove si domina la valle del fiume Anapo dove oggi c’è l’abitato vi era un primo insediamento trogloditico e, nel territorio, furono rinvenuti i resti dell’ antica colonia greca di Kasmenai risalenti al 644 A. C.Le prime notizie storiche ci dicono che il paese veniva chiamato in arabo Qal’at Abi Samah, in seguito fu trasformato in Abisama, poi in Buxema - Bussema – Buscema – Buscemi ..
Nel 1693 durante il tremendo terremoto che devastò la zona di Akrai, la cittadina venne completamente distrutta e, nel ricostruirla, venne spostata rispetto all’ ubicazione precedente. All’ entrata del paese sono visibili le rovine del castello settecentesco della famiglia Requisenz. Altra famiglia che detenne il possesso di Buscemi furono i Ventimiglia. In un itinerario etnoantropologico intercomunale, la vita contadina tipica dei paesi iblei, le testimonianze, le tradizioni rivivono in Buscemi –paese museo. Dalla casa del massaro al mulino ad acqua di Palazzolo Acreide si conservano le testimonianze della vita contadina siciliana del passato. La casa del massaro è la tipica abitazione con la cucina dal focolare in pietra, con la stanza del telaio,con la culla sopra il letto e il baule per il corredo. Il palmento,dove si pigiava l’uva risale al XIX secolo, ha un torchio alla greca il cui tipo risale al I sec. A.C. La bottega del fabbro, invece, è ubicata dentro una grotta artificiale, forse,un tempo,era un antico ipogeo cristiano. Accanto alla casa del bracciante vi è la bottega del calderaio con tutti gli attrezzi recuperati in un’ antica bottega di Vizzini; mentre gli attrezzi della bottega del falegname furono recuperati a Palazzolo Acreide. Altro fiore all’ occhiello di questo museo è il frantoio ubicato in un antico luogo di culto scavato nella roccia. Anche l’ ultimo calzolaio di Buscemi, alla sua morte, lasciò al museo la sua bottega che, oltre ai suoi, contiene anche gli attrezzi da lavoro del conciabrocche, figura ormai scomparsa nella civiltà consumistica odierna. A completare questo viaggio nel tempo si è aggiunto il mulino ad acqua che dal 2000 , dopo attento restauro, è stato messo in funzione.
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